VALUTAZIONE VINI  2017 – 2ª Parte

ASPETTI QUALITATIVI GENERALI

La valutazione degli aspetti climatici nel suo complesso, ci porta ad una prima fondamentale considerazione, quella cioè degli aspetti sanitari delle uve, eccezionalmente elevati. Infatti proprio per le   condizioni di caldo secco permanenti, ed assenza di piogge,  la quasi totalità delle aziende ha sospeso i trattamenti antiparassitari dalla fase di post allegagione, pertanto,  le uve vinificate mesi dopo,  sono risultate praticamente prive di residui fitosanitari e di conseguenza anche i vini ottenuti, inoltre,  la integrità assoluta delle uve ha consentito di evitare l’uso di anidride solforosa, pertanto,  anche per  questo i vini dal punto di vista salutistico sono veramente e semplicemente super. Un elemento che definirei spartiacque per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche dei vini è la pioggia, grande assente di questa stagione eccezion fatta per quella caduta nei giorni 17 e 18 settembre 2017. Prima della pioggia, nonostante le continue irrigazioni dei vigneti, il contenuto medio zuccherino delle uve sia bianche che rosse è stato di 17,5° babo successivamente agli eventi piovosi il contenuto medio si è portato a 20.5° babo. Fanno eccezione le uve raccolte sul finire del periodo vendemmiale (10-15 ottobre), che hanno evidenziato un contenuto medio di zucchero pari a 22° babo dovuto più ad un effetto di concentrazione dello zucchero in seguito alla disidratazione dei grappoli che ad una effettiva produzione da parte della pianta.  L’importanza di questi due eventi piovosi, più che nella loro scontata utilità, sta soprattutto nella loro unicità, fattore che ha determinato un netto e rapido (48-72 ore) aumento del grado zuccherino, differenza che è rimasta tale per tutto il periodo vendemmiale, senza che si creasse il solito gradiente di accumulo di zucchero nelle uve. Questo ha di fatto creato due tipologie di vino distinte solo per alcune caratteristiche.

ASPETTI SENSORIALI DEI VINI PRIMA DELLA PIOGGIA

Come già accennato in premessa, quest’anno per quanto emerso dalla valutazione dell’andamento meteorologico è più corretto collocare i risultati delle degustazioni in ordine temporale piuttosto che in ordine alla tipologia dei vini, bianchi, rossi, rosati, e comunque, per evitare di addentrarci in descrizioni fumose ed articolate, sarò estremamente schematico nella prima fase e più discorsivo nella fase successiva.

VINI PRIMA DELLA PIOGGIA

Vini complessi all’olfatto ma non intensi, con note fruttate e floreali difficili da individuare singolarmente, un po’ aspri, buona corrispondenza tra naso e palato, infatti, all’assaggio si percepiscono le stesse sensazioni percepite al naso, quel senso di aspro percepito al naso si traduce al palato, in una acidità sostenuta ma non troppo, corposità buona ma non eccessiva, persistenza media.

VINI DOPO LAPIOGGIA

Vini complessi all’olfatto molto intensi, con note fruttate e floreali difficili da individuare singolarmente, dolci al naso, buona corrispondenza tra naso e palato, infatti all’assaggio si percepiscono le stesse sensazioni percepite al naso, quel senso di dolce percepito al naso si traduce al palato in una riduzione della acidità, maggiore morbidezza e volume, ottima struttura, notevole persistenza.

In conclusione, la differenza tra i vini ottenuti prima e dopo la pioggia risiede nella differente intensità aromatica, in una diminuzione della acidità ed in un aumento della piacevolezza della beva (vini dopo la pioggia) ma non in una variazione significativa del profilo aromatico dei vini. Questo sia nei vini bianchi che rossi. Pertanto la classica differenza tra vini bianchi e rossi quest’anno è sostanzialmente inesistente perlomeno alla data odierna, non sappiamo in che modo i diversi vini si evolveranno nei mesi a venire.  Cercherò di essere più chiaro in merito a quest’ultime concetto.

In linea generale i vini bianchi si caratterizzano per la percezione di profili aromatici fruttati e floreali come ad esempio sentori di pera, mela, agrumi, frutti tropicali, fiori di rosacee in genere, mentre i vini rossi sono generalmente caratterizzati per la percezione di sentori di frutti di bosco e spezie, quali mora, mirtillo, tabacco, cannella ed altro. I rapporti delle varie componenti tra loro, la intensità ed altre sfumature peculiari dipendono, a parità di vitigno dalla tecnica colturale adottata, dalla zona di provenienza e dall’andamento climatico dell’anno in considerazione.

Quest’anno la classica distinzione sensoriale tra vini bianchi e rossi, che normalmente è piuttosto netta, non si rileva, al contrario, i sentori sono molto similari sia nei bianchi che nei rossi cosi come sono molto simili anche gli altri descrittori principali dei vini. Neanche la pioggia ha modificato la composizione dei profili aromatici ma ne ha semplicemente aumentato l’intensità.

Dott. Agr.mo Del Vento Sabino